V° CONCORSO NAZIONALE ALEJANDRO JODOROWSKY

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Il 6 aprile a Vigone (TO) ha avuto luogo la premiazione ufficiale del quinto appuntamento con il Concorso nato dalla creatività e competenza della poetessa Cristina Viotto. Da tutta Italia sono giunti testi poetici e narrativi che la giuria ha letto e valutato, estraendo dal cappello del Mago arcano una rosa di vincitori e vincitrici.

Un’area del Premio è da sempre dedicata alla fascia Junior. Molti gli under quattordici che si sono avvicendati sul palco del Museo del Cavallo. La cerimonia ha visto la partecipazione di oltre duecento persone, in una atmosfera piena di empatia.

La pagina Facebook: Concorso Letterario Nazionale, premio Alejandro Jodorowsky. Città di Vigone. Trovate tutte le fotografie dell’evento.

  • Ringrazio personalmente la giuria per il riconoscimento dato al testo: La mia famiglia/Metamagie – un’opera contenuta in Favolesvelte, silloge poetica tutta più che jodorowskiana a mio avviso. Premio Critica Jodorowsky per l’opera più vicina allo spirito del Maestro.

*

LA MIA FAMIGLIA – METAMAGIE

di Valeria Bianchi Mian

Racconto in libere rime una storia di amori magici e magie amorose che trasformano i fiori in principi, memorie dell’albero delle curandere, linfa che scorre dalle radici ai rami.

*

Il pollice di mia nonna ha lo stesso color delle piante

che vengono su alte e rigogliose nel giardino

più di sette meraviglie che fan dire al suo vicino

«Ah, la Maddalena, sta fumna à* le mani sante!»

Che l’uomo affermi ciò per via del ballo

o dell’amore che un dì han condiviso

io non son certa ma guardando il suo sorriso

so di aver colto mia nonna in “fallo”.

Non ho imbarazzo per camelie delicate e rose

che lei massaggia con rugiada e canzonette,

neanche fossero principesse perfette

da tirar su finché si fanno spose.

È quando i fiori cominciano a parlare

che io domando «Nonna… sei sicura?»

e, debbo ammetterlo, mi viene un po’ paura

di questa donna che sa sempre cosa fare.

Ma se in cucina mamma è fata ed io in magia

le mie sorelle han tutte l’anima dell’arte.

Svegliano i morti, fan pozioni, leggono carte

(che poi qualcuno pensa sia stregoneria).

Scende la notte sul gran ballo nella serra.

La nonna ha grazia mentre danza e il corpo ondeggia;

la mamma ride, mia sorella già gorgheggia

mentre si rotola col fiore giù per terra.

Un tulipano mi domanda «Lei concede?»

poi fa l’inchino e muove i petali acconciati.

Ci ritroviamo subito abbracciati

finché la Luna scappa e il posto al Sole cede.

*

*sta fumna à: questa donna ha

(dialetto piemontese)

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