NADIA CAMANDONA _ AlieNadia | Uomini e/o Dei

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Opera: HUMBLE GOD / AlieNadia

Ho incontrato Nadia Camandona per la prima volta in occasione di un Reading poetico e musicale – Poème Électronique – organizzato da Ksenja Laginja e Stefano Bertoli al Mufant di Torino nel 2024. Ci siamo riviste sul palco del Premio Jodorowsky – il decimo appuntamento. La bellissima iniziativa curata da Cristina Viotto ha visto la pittrice attiva con parole e immagini. Ecco il discorso scritto da AlieNadia per raccontare la propria esperienza artistica.

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Dovete sapere che per me dipingere e scrivere sono strettamente connessi. 

Prima del gesto sulla tela viene il pensiero che poi diventa racconto. 

I miei quadri sono sempre il risultato di sovrapposizioni perché nessuna storia è lineare e nessuna può esistere senza una storia che la precede.

Le trasparenze che ne derivano appartengono a tanti livelli di pensiero che si affacciano alla mia mente mentre progetto un quadro e che diventano racconti. 

Questo dipinto contiene 1000 e 1 racconti. 

Codex è quell’uno. 

La storia narrata si colloca proprio nel momento della nascita dell’Intelligenza Artificiale come pensiero autonomo e capace di scelte non necessariamente favorevoli all’uomo, ma dettate dalla logica. 

In questo racconto esploro proprio questa relazione tra l’uomo e la tecnologia.

L’uomo confida sempre più nella tecnologia.

Nel mio dipinto il rosone, simbolo religioso e del luogo in cui si svolge il mio racconto, si trasforma in un nuovo oggetto, il cerchione di un’automobile che ne riproduce, nella scansione degli elementi, gli archi che lo rappresentano. Simbolo della tecnologia ma anche di una nuova idolatria per il superfluo.

La tecnologia è la nuova religione?

Nel dipinto mi pongo questa domanda, nel racconto provo a illustrarne uno degli scenari possibili e le conseguenze che ne derivano.

Codex si incentra sul tentativo estremo dell’umanità di salvare la sua conoscenza prima che venga cancellata definitivamente da una presenza inquietante che si scoprirà poi essere l’Intelligenza Artificiale creata dall’uomo stesso e che ora non ha più bisogno di lui mentre sta ricreando una nuova società.

Il Bosone di Higgs che fa da sfondo al mio dipinto, conosciuto da tutti col nome di Particella di Dio, fa anche da sfondo sottinteso al mio racconto, come simbolo della scienza ma anche della necessità dell’uomo di ricondurre tutte le risposte alla religione.

Sopra il rosone si staglia invece una crocifissione di un uomo ormai divenuto robot, che porta in grembo la Terra, simbolo dell’umanità. Questa umanità che nel racconto, sta cercando di salvare la sua conoscenza dalla distruzione di una forza che ha preso il sopravvento.

La stessa umanità che prega un dio che ha crocifisso e che ora è pronta a crocifiggere nuovamente quello che non sa ancora essere il suo nuovo dio: l’Intelligenza Artificiale. 

Una nuova religione che, per essere tale, viene immolata nella paura e nel disprezzo per poi rinascere più forte di prima. 

Ciò che fa paura si sacrifica e nel sacrificio diviene più potente. E così, nel racconto, in questa società apparentemente regredita al medioevo, si muovono menti eccelse che freneticamente cercano di radunare il sapere umano affinché sia fruibile dopo la caduta che pare ormai imminente.

Siamo in un monastero medievale che non è esattamente un monastero medievale, ci sono degli amanuensi che non sono esattamente degli amanuensi.

C’è un abate che si rivelerà non essere ciò che sembra.

C’è un monaco che ha compreso la chiave per tramandare efficacemente il sapere affinché non si compiano gli stessi errori.

C’è un quadro che ci ricorda che siamo solo all’inizio di una nuova era.

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Qui sotto, un’altra delle suggestive opere di AlieNadia.

THE DENIAL / AlieNadia

Acrilico su tela.

100×150 cm.

Seduti su un mondo che non ci appartiene più, da quando abbiamo iniziato a volerlo piegare come fosse un oggetto inanimato, giriamo le spalle alle fiamme e al tocco di morte che si propaga alle fessure delle zolle inaridite. 

Il nostro tocco.

Sappiamo essere così letali ma anche così appassionati che viviamo in costante equilibrio tra l’abisso e la vetta.

Girando le spalle all’abisso che abbiamo scavato, teniamo tra le mani il futuro, una vetta che pochi cercano veramente su altri pianeti. 

Eppure è lì che stiamo andando, è lì che vogliamo spezzare l’illusione che l’eternità sia scolpita nelle sacre scritture. 

L’eternità è il nostro sguardo diverso volto alla Terra che ci ospita, è il nostro cuore che ricomincia a battere nonostante l’aridità di pensiero di cui siamo capaci. 

Una nuova Terra, inondata del nostro sangue vitale, riattivata da uno sguardo diretto dal cuore.

E la nostra aura che era scomparsa si illumina, riprende progressivamente colore attraverso l’unione delle più grandi prerogative umane: il pensiero e il sentimento.

La mente, capace di grandi conquiste per il puro piacere di sapere, e il cuore capace di miracoli, per il puro piacere di esistere, ci proiettano verso quello che è davvero lo scopo dell’Umanità: la ricerca della felicità.

(VBM)

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