L’arte poetica di Giorgia Fantinuoli | Ispirazioni/8

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Giorgia, il blu dei suoi acquerelli, le parole che volano e si posano leggere sulla carta. Appaiono, barlumi, scompaiono e nuotano, viaggiano sopra e sotto le acque. Una selezione di inediti e scorci di indaco, bianco piuma, sogno.

*

[Vastità]

*

Scomparire

Che sia di carta, di pelle

o d’aria,

tutti cerchiamo un rifugio.

Quando piove

dov’è che vanno

a finire i colori?

Scivolano via con l’acqua

e si imbucano tra i lombrichi,

o forse sono lì

ma l’occhio non li scova.

Così quel vibrare di gioia

c’è e non c’è,

o semplicemente 

non vuole parole.

A volte vorrei scomparire

in questo tocco di blu –

una pennellata

nella bellezza delle minime cose.

La mattina,

alle sei,

quando il mondo tace,

chissà

se le tue orecchie mi sentono

anche

se non faccio rumore.

*

[Sprofondare]

*

Respiro

Io non so

dove ci porterà

questo sbattere

parole al vento, che tornano

di sbieco e fendono la faccia.

Non so dove mi porterà

il cielo incastrato sul diaframma

il ‹‹mi sembri un’altra,

ti conosco?››.

Non so dove porterà te

la terra dopo di me

se sui miei, ancora,

o sui tuoi passi,

ma sento già che

in questo vuoto

dove noi siam meno noi,

respiro.

Forse è vero

che qui iniziano

le antiche storie,

che le voci urlano

cavandole dal fondo.

*

[Gabbiano]

*

Dono di vastità

La carta ingiallisce

sbiadisce la memoria

o è il sole oltre le righe 

che sparisce?

Mi chiedo: tu cosa vedi?

Ricordi, come abbagli, spargi

mentre l’abisso scivola piano:

la ‹‹a›› di ‹‹ape›› che s’apre

il sorriso nel tuo corsivo,

il conto che non torna

– pro e contro, blu e rosso –

il primo schizzo insieme,

preludio alla creatività,

quando mi dicesti:

‹‹disegna cosa vedi››.

Il foglio si fa tela, la tela

si fa marmo, a firmare 

la nostra unione, a incidere

l’estrema unzione.

A tratti il mare che si fa piccino,

un uomo con il becco,

un uccellino, senza parole

su quella sponda.

Poi: un puntino.

Non so se ci sarà 

un ‹‹e a capo››, se

lasciare non è perdere

è ritrovare.

Perciò dico: va’.

Fai dono di vastità.

E quell’onda che chiude il mare

la dipingo io.

Papà.

*

[Riemergendo]

*

Ho conosciuto Giorgia in un percorso di scrittura dove ho portato i viaggiatori a scoprire le parole del buio. Aveva già in dotazione le luci e la mappa della sua strada. Giorgia è una collega che sa tessere l’anima e trasmettere il significato dell’essere se stessi.

Nata a Comacchio (Fe) nel 1979, Giorgia Fantinuoli vive a Torino, dove lavora come psicoterapeuta individuale.

*

Nella sua ricerca, meditazione, scrittura e pittura ad acquerello si intrecciano per esplorare fragilità e bellezza della condizione esistenziale. Acquerello e parola diventano per lei spazi di contemplazione e di cura. Dell’acquerello scrive: “Lo amo perché non si fa imbrigliare: colore e acqua scorrono liberi e le forme si compongono quasi da sole”. 

Ha partecipato con i suoi lavori visivi a diverse mostre collettive, mentre racconti e poesie sono stati pubblicati in antologie e riviste online. Nel 2022, con un racconto, ha ricevuto un premio speciale in occasione del VI Concorso di letteratura Storie in viaggio.

#ispirazioni/8

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