
Vi segnalo un evento organizzato dalla Piccola Biblioteca Delussu di Torino. In Corso Grosseto 117. L’appuntamento con Serena Vinci è per il 24 novembre alle ore 17,30. L’autrice fa parte della redazione di Poesie Aeree. Informazioni e bio alla Pagina Equipaggio.
Leggendo il romanzo mi interrogo: Il sangue che ti scorre accanto – Les flaneurs edizioni – è solo un noir? La risposta apre ulteriori interrogativi, quali ad esempio: di quanti colori in effetti è composto il nero?
Esiste un nero-blu profondo che tocca le corde della riflessione sul significato della vita: la propria vita e quella dei protagonisti, con elementi che dal passato genealogico si palesano nel qui e ora per invocare una nostalgia che va affrontata tornando a recuperare le storie del là e allora. C’è un nero familiare. Un nero rosso come il sangue simbolico e reale che connette il corpo al senso della narrazione. Di sicuro, il noir di Serena Vinci non è monotono. L’atmosfera è a tratti drammatica, spesso intensa, emana un profumo autobiografico e poi si dipana in una prosa dal sapore poetico. Esiste una scrittura noir “al femminile”? Io non posso che affermare la realtà del divenire corpo con la scrittura, l’idea che un romanzo come Il sangue che ti scorre accanto, con il suo intreccio di nodi madre figlia passato futuro sia tessuto creato al telaio dell’essere, e come spesso mi piace suggerire, faccia parte di quegli arazzi che hanno a che fare con Aracne – ma nel rispetto di Atena.
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Fiammetta, scrittrice e archivista trentacinquenne che vive a Torino, ritorna nel suo paese d’origine, Distici, un luogo immaginario che possiede le caratteristiche comuni ai paesi del sud Italia, per la morte della madre. Nel riordinare le carte della donna, ritrova una sua lettera mai spedita che incarica la figlia di investigare privatamente sul caso irrisolto di Iacopo Malaparte, un sedicenne trovato morto vent’anni prima nel bosco al confine con il loro paese, un bosco che si diceva fosse stregato. Il ragazzo era stato in realtà vittima dell’omofobia, nel pieno delle faide per il contrabbando. Da allora, Distici è sprofondata in un’oscurità che si nutre di segreti, rancori e morti sospette collegate da un fil rouge apparentemente indecifrabile. Fiammetta decide di intraprendere le indagini insieme a due ex compagni di scuola, ma, nel farlo, si ritrova costretta a scavare dentro se stessa fino a riscoprire le radici che la legano a quella terra arcaica e misteriosa in cui è cresciuta. Scoprirà come è avvenuta la morte del ragazzo, e molte altre verità tra cui il coinvolgimento di suo padre e il ruolo svolto dalla superstizione e dalla magia nella vicenda.
La vicenda di Iacopo Malaparte è liberamente ispirata a un fatto di cronaca avvenuto nella provincia di Brindisi nel marzo 1993, l’assassinio di un giovane scrittore diciassettenne trovato morto in un bosco. In sua memoria è stato creato il premio letterario, attivo ancora oggi.
Il romanzo è strutturato in capitoli riportanti la data e un titolo; il primo e l’ultimo capitolo raccontano i fatti avvenuti nel 1993 alla morte di Iacopo, gli altri raccontano le indagini di Fiammetta, la protagonista, per ricostruire l’accaduto nel presente della narrazione che è il 2013.
Estratti /citazioni
Qualcosa manteneva questo posto immutato, ostacolava la gente che voleva andarsene e rendeva insostenibili i ritorni. Le persone si vestivano di un ruolo e ci restavano dentro anche quando era diventato stretto.
Chi appare più insofferente ai legami, finisce poi per essere quello che più illanguidisce nei ricordi.
Ci abbracciammo: aveva l’odore buono di sempre. Per molto tempo quell’odore era stato tutto ciò che volevo chiamare casa.
L’ultima lettera di mia madre era scritta come una comunicazione di servizio. Un incarico. Ed era rimasta in quella tasca come un rifiuto, qualcosa da buttare via.
Ero cresciuta volendo bene all’assenza di mio padre più che a mio padre, perciò ero abituata a questa forma di affetto: potevo non vederlo e non sentirlo, ma amarlo allo stesso tempo.
L’esilio non è costituito dai chilometri di distanza dal luogo in cui dovresti o vorresti stare, ma dalla impossibilità di partecipare alle emozioni di un legame.
Quanta vita trascorriamo senza che nessun altro ne abbia contezza. Quanti pensieri vengono irrimediabilmente persi molto prima che moriamo. Molto prima di morire nel corpo, lasciamo morire la gran parte delle cose importanti.
Puoi cercare di riempire quanto vuoi il tuo vuoto, ma resterà sempre un an- golino da cui il buio entra e invade tutto.
La differenza tra chi si ama da tempo e chi si è appena innamorato è che i primi guardano nella stessa direzione, i secondi, invece, stanno seduti a osservarsi e cercano nello sguardo dell’altro l’esclusività dal resto del mondo.

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