Dalla postfazione di Alessandro Pertosa
Nodo Antico è un diario lacerato e luminoso, un sacro mosaico di frammenti che Luca Cassano tiene insieme grazie alla forza lacerante della perdita. Ogni poesia è una scheggia di vetro emersa dopo una frana, un reperto affettivo e spirituale che taglia e insieme illumina. Il testo si compone per affioramenti: non è un racconto lineare ma un atlante di emozioni, immagini, ricordi, oggetti, parole sospese, che si depositano con la precisione minuziosa della memoria vera. La memoria che fa male e al tempo stesso tiene in vita. Al centro di questa raccolta c’è una figura bifronte, mito fondativo e persona reale, presenza costante e assenza insostenibile: la madre. Ogni testo ne contiene traccia, ogni poesia è un modo per tornare da lei – o per accettarne il distacco. La madre non viene mai idealizzata, ma evocata in tutta la sua concretezza, nei gesti quotidiani, nelle frasi spezzate, nei malesseri e nelle piccole tenerezze. È una madre tangibile quella delineata da Cassano: mai astratta, radicata nel corpo e nel linguaggio, che emerge nel caffè preparato la mattina, in un gesto inespresso, nel silenzio di una camicia appesa. La perdita non è mai del tutto compiuta. È uno spazio abitato, un’assenza che fa eco. E forse è proprio per questo che la raccolta riesce a parlarci così intensamente: perché il dolore non viene rimosso né esibito, ma semplicemente accolto, nominato, trascritto con una lingua spoglia e commossa. La poesia diventa così il solo modo possibile per continuare un dialogo che la morte ha reso monologo. Scrivere, in queste pagine, è resistere. È dire: nonostante
tutto io ti vedo ancora. Luca Cassano si muove tra le rovine del dolore con una sensibilità rarefatta, scavando nei dettagli apparentemente insignificanti – un mazzo di carte, un vecchio ombrellone, una foto sfocata – che invece custodiscono interi mondi. La poesia si fa gesto minimo, gesto umano, e proprio per questo universale. È in ciò la sua forza: nel rifiuto di qualsiasi retorica, nella fedeltà al reale, alla fragilità, al quotidiano. […] Nodo Antico è un libro necessario per chiunque abbia avuto una madre. Per chi l’ha persa. E per chi continua, ogni giorno, a cercarla disperatamente tra le parole che gli si strozzano in gola.
Da Nodo antico (peQuod 2025. collana Portosepolto)
Indifferente
C’è la foto di un bacio
Ripresa da distante:
Mamma è bellissima,
Come il vento,
Come sempre;
Mio padre sembra un torero senza soluzione,
Senza il movimento dell’arena;
Il resto della scena è fuori fuoco,
Indifferente.
*
Aspetta
Non ti chiedo di restare,
Che il biglietto ormai lo hai preso,
Ma aspetta almeno
Che io abbia messo una radice,
Una qualsiasi;
Mi sembra che l’ortica
Cresciuta nel torace
Tagli il fiato,
Che la voce
Dello sconosciuto nello specchio
Sia già completamente
Fuori nota.
*
Sghembo
Seduto sghembo,
Che il tempo
È un gioco a perdere,
Un ciapa no,
E ancora non lo so,
Non l’ho capito,
Da dove venga questo
Vietnam quotidiano,
Questo teatro di guerra,
Questo sospiro.
*
Compleanno
Ho male al tempo
E proprio oggi
Una ruga nuova è cresciuta
Sul sorriso;
Ho male anche al silenzio
E non è un caso
Se riempio la mia casa
Di cicale;
E poi ho male
Al tuo ricordo
Che da molto canto
“Io mi perdo” e oggi dura troppo
Il giorno del mio compleanno.
*
Cadevo
L’universo si espandeva silenzioso
Mentre studiavi le carte,
Mentre ti cadevo negli occhi,
Che i piedi avevano perso passi
E strada e io avevo velato i miei specchi
Per togliere riflessi
Alla paura.
*
Vacanza
Abitare il tuo nome,
Farne una casa di vacanza,
Una casa al mare;
Forse un dolore finisce
Quando inizia
La manutenzione quotidiana dei ricordi.
*
Telefonata
Se mi regalassero una telefonata
Ti racconterei che
Non è cambiato tanto:
A volte piango
Ma solo quando il vento soffia forte;
Certe mattine mi sveglio
In retromarcia, e perdo il conto
Degli anni sulla faccia;
Ho i capelli un po’ più corti
E un po’ più bianchi
E faccio boxe per sfogare
L’eccesso di parole
E di spavento;
Poi c’è la questione
Di quella crepa sottile
Cresciuta sopra il cuore;
Non mi lamento.
*
Le rose e il deserto è il progetto artistico di Luca Cassano (Corigliano Calabro, 1985) nel quale confluiscono cantautorato e poesia. Le rose e il deserto ha pubblicato i dischi Io non sono sabbia nel 2020, Cocci sparsi nel 2022 e Chissà com’è nel 2025 e le raccolte poetiche Poesie a gettoni vol. 1 nel 2021 e La strada di casa nel 2024.

Lascia un commento