
Note su Francesca Matteoni | La strega parla | Edizioni Volatili, I Cervi Volanti, terza serie | Collana a cura di Giorgiomaria Cornelio, partiture visive di Giuditta Chiaraluce | 2025
Nessuna strega ha scritto di sé – prima! – ha dichiarato Massimo Centini, antropologo. Serissimo, annuendo al di là dello schermo ha detto: Non i grimori, non i rituali. Le storie, intendo. Sorridevo, nel dialogo, perché conosco le voci delle streghe.
Le streghe parlano con grida di terra, suonano gusci di lumaca e indicano nuove costellazioni. Il canto di Francesca Matteoni, strega, è arrivato qui, tra le mie mani.
“Il libro è un tassello fondamentale di un lavoro poetico più vasto che sto portando avanti”, scrive l’autrice negli spazi social che utilizza per operare e divulgare magie poetiche e riflessioni. La strega parla, dice, “è anche, volutamente, il titolo di una sezione del poemetto Nella torre, contenuto in Ciò che il mondo separa (Marcos y Marcos, 2021).
“Allora quella strega, direttamente da Raperonzolo, mi spaventava e mi indicava qualcosa. Oggi sono lei”.
§
Poesia. Rima. Contro-fattura.
Era una casa ora è una radura, erano
cose disperse di un intero
si arrampicavano sugli scaffali
di tua nonna. L’umano così si scompone
depone la sua famiglia in parole
che usavano volti animali.
Ora –
nemmeno le ali.
Ora nemmeno lucente di piuma sottile
sopra il cuscino, la medaglietta santa,
il mattino. Ora
non cerchi la cura.
(F.M.)
*
Della magia naturale, del pensiero e dello sguardo intuitivo che opera insieme alla natura, gli uomini – soprattutto – hanno evidenziato il primitivo sogno della specie, l’illusione del diventare in grado di dominare gli elementi. “Cose da bambini”, hanno irriso. Non hanno capito che la magia è stare negli elementi, diventare foresta e capriolo, lupo, volpe e maggiociondolo; è il nucleo dell’anima che verdeggia, il balsamo veleno della bestia, lo sguardo antico della fiera, la magia. Gli uomini credevano di essere scientifici affermando con pomposità che la coscienza individuale e – per tutti i numi! – collettiva ha compiuto una certa evoluzione, che la neocorteccia recita alla perfezione la lezioncina dell’intelligenza creatrice di altre intelligenze: metalliche meccaniche tecnologiche. Non hanno capito che la magia della strega è parola poetica di cura e al contempo è tuono, fulmine e terremoto.
L’iniziazione della strega è il riconoscimento dell’appartenenza. L’ideologia del caso ha reso la strega muta solo perché, troppo occupati a citarsi addosso a suon di progresso, i fautori dell’evoluzionismo hanno perso l’udito! Ma se la strega parla, con lei fischiettano le ave, chiurlano gli spiriti, borbottano gli elfi.
§
Non un fatto, ma una restituzione
è la sopravvivenza, una dichiarazione
labile di appartenenza.
(F.M.)
*

Ma chi è il diavolo che ama la strega, riamato, se davvero esiste un rapporto tra i due? Ogni strega, ammettiamolo, abita in sé, e lì dentro c’è il demonico, ovvero tutto ciò che il mondo umano ha rigettato per far sì che potessimo apparire buoni, belli e bravi. La strega se ne infischia delle apparenze. Questa restituzione della parola mercuriale alla strega appartiene al rinnovato senso della vita, alla panica passione per gli esseri elementali, alla sensibilità per la pioggia, ed è familiarità con ogni santo seme, con il germoglio, con la radice – ma anche rispetto dei vermi, consapevolezza della decomposizione. Le streghe fanno a pezzi gli stereotipi, non si fanno più cacciare, sono archetipi vivi nella sacralità del sangue quotidiano.
§
Sono tutte le ombre in cui ho giocato
la testa di gomma di un cavallo a dondolo
la santa del ciondolo rotto
il prato che accuccia nello scantinato
anta di metallo che va sotto, sbocco
di tubi, rame condutture
dove sfrigola lo spettro come un lume.
*

Francesca Matteoni è poeta, scrittrice e storica. Cura pubblicazioni illustrate su magia e Tarocchi per l’editore White Star.
Le sue ultime pubblicazioni sono il libro di poesia Ciò che il mondo separa (Marcos y Marcos, 2021); Io sarò il rovo. Fiabe di un paese silenzioso (effequ, 2021), il romanzo Tundra e Peive (nottetempo 2023); la riedizione aggiornata di Appunti dal parco (Vydia, 2023) e il saggio Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’epoca moderna (effequ, 2024).
Collabora alle riviste online L’indiscreto e Kobo ed è attiva nel volontariato sociale e culturale sul territorio collinare pistoiese. Il suo ripostiglio si trova qui: http://orso-polare.blogspot.com/
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