INTERVISTA SVELTA A ENRICO MARIO LAZZARIN

Inaugura qui, nel mare magnum del web, lo SPAZIO INTERVISTE

INTERVISTE SVELTE è un progetto che fino a oggi è nato e cresciuto principalmente su Facebook, nutrendosi di voci provenienti da tutta Italia per tracciare e intrecciare percorsi creativi. Ideato da Valeria Bianchi Mian, INTERVISTE SVELTE è un salotto poetico, letterario e artistico co-condotto dalla prima con la poetessa Rosanna Frattaruolo.  Nonostante il termine ‘svelte’ potrebbe far credere il contrario, Valeria e Rosanna pubblicano un solo post alla settimana, convinte che la fretta sia cattiva consigliera e che per gustare un contenuto il tempo sia amico necessario. In questo modo, le conversazioni – rapide ma efficaci – prendono vita, restano a disposizione dei lettori e, da questo momento in poi, andranno a comporre – trasferite su POESIE AEREE con tutta la calma del mondo ideale – una RUBRICA nuova di zecca.

CHI SIAMO E CHE COSA FACCIAMO?

Interviste Svelte è:

* Ideatrice e conduttrice: Valeria Bianchi Mian – è psicologa, psicoterapeuta, psicodrammatista, scrittrice (tra i suoi libri, non a caso, c’è “Favolesvelte”, Golem Ed., 2016). È redattrice per Psiconline e Niedern Gasse. Scrive poesie, articoli di psicologia, saggi, romanzi. “Non è colpa mia”, Golem Edizioni (2018) è la sua ultima fatica letteraria.

* Redattrice e co-conduttrice: Rosanna Frattaruolo – è consulente fiscale, appassionata d’arte e scrittrice di versi; le sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie. Partecipa attivamente a reading e collettive artistico-letterarie di pittura, fotografia e poesia. Nel 2017 ha pubblicato la silloge “Fragile”.

Quattro domande a persone creative, un viaggio attraverso idee e progetti stimolanti.

Quattro domande e quattro risposte per conoscere volti, nomi, cose, città.
Interviste rapide, leggere eppur profonde, senza vincoli di alcun genere tranne il desiderio di condividere la forza delle idee.

 

OGGI SI COMINCIA CON ENRICO MARIO LAZZARIN, POETA TORINESE

intervistato da Valeria Bianchi Mian 

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Ho conosciuto Enrico in occasione degli eventi volanti organizzati da POESIE AEREE e ne ho apprezzata subito l’energia vitale, la capacità di raccogliere intorno a sé altre persone capaci e desiderose di condividere la poesia come strumento per un ‘fare sociale’.

Il suo modus operandi poetico è decisamente interessante: apprezzo la raccolta numerata di ‘Qualcosa’ che non si definisce ma si snoda tra le pieghe del tempo e dello spazio, indicando la via di Pollicino nel bosco della contemporaneità. Non potevo tralasciare il suo potenziale contributo, ed ecco – qui e ora – ‘Qualcosa’ di speciale attraverso le consuete 4 DOMANDE + 4 RISPOSTE di INTERVISTE SVELTE.

UNO. Tre parole per descriverti? – Questa è la nostra Domanda Chiave.

R: Entusiasta,spontaneo,osservatore

DUE: Che tipo di poeta sei? Come ti vedi tu e come ti vedono gli altri?

R: Poeta? Una parola importante. Oggi molto spesso è inflazionata. Di Poeti ne vedo pochi.  Ne annuso raramente. Molti scrivono, è vero. Peggio lo fanno e più si sentono POETI. Qualcuno se la tira troppo e magari ci crede e fa pure carriera .
Fare il poeta è un lavoro duro e millimetrico. Ci va costanza e tanta cultura, leggere gli atri ma soprattutto ascoltare, guardare quello che c’è intorno a noi. Ecco, io ascolto, tocco, annuso, guardo quello che mi circonda e scrivo quasi tutti i giorni. 
La scrittura poetica per me è immediata, di pancia cuore e gambe occhi e lingua dita orecchie. Sono quel tipo di ‘poeta’ lì.  Non so esattamente come mi vedono gli altri; io sono un grande timido, uno che – superata la timidezza – si mette sempre in gioco e, chissà perché, prende sempre strade impervie e in salita. Sono stato a lavorare fuori Italia, poi operaio in acciaieria per 12 anni, poi dipendente di enti locali e servizi sociali per 23 anni. Ora sono un pensionato ma mi occupo ancora di disagio mentale.
La scrittura, così come la pittura – l’arte in genere – aiuta molto a vivere e a (r)esistere essendo migliori, cercando bellezza. La poesia trasforma. Cose brutte in meraviglia. A volte, la poesia è una Lavatrice che tutto lava: sofferenze, il mal di vivere. Certo è che non basta, perché poi un Poeta bravo deve saper ben stendere e far asciugare al sole le sue parole per darle al MONDO anche stropicciate ma pulite e chiare, affinché tutti possano intenderle e ritrovarsi.

TRE. Ci regali una tua poesia? QUALCOSA di speciale, ovviamente.

Ho pubblicato due lavori di poesia: “Non piove più'” con Taurus Edizioni nel 1999 e “Ombrelli d’Aprile” con Magie di Carta nel 2001. Dal 1994 al 2013 ho organizzato rassegne di poesia, musica e teatro con associazioni sul territorio di Torino e Settimo. 

Una delle poesie numerate:

N252. | QUALCOSA

Quando non distinguo i tetti e la strada non vedo
Rami di tigli spogli immersi nella nebbia mattutina
Allora immagino i rossi papaveri a mostrarmi la via
E nella parola nuova trovo la mia casa. 

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Ph. E. M. Lazzarin

QUATTRO. Ti ritengo senza ombra di dubbio un poeta attivo e impegnato nel fare della poesia un tessuto affettivo, relazionale, una rete. Quali sono i tuoi progetti da solo e in compagnia?

Progetto in entrambi i sensi, in compagnia e anche da solo. Bisogna lavorare con gli altri, se no il risultato diventa sterile; un obbiettivo collettivo condiviso dà maggiore gioia. Dal 2016 presiedo l’ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE FIUMI: https://www.facebook.com/groups/106203956092265/

Nata nel 1988, l’Associazione pone al centro della sua intensa e continuativa attività culturale i problemi più scottanti della società,
mettendo particolarmente in luce quelli legati alla difesa dei diritti umani. Non a caso l’Associazione é socia aderente del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e delle Libertà.
http://www.duefiumi.org/

Per quanto riguarda la scrittura, no, per me è quasi sempre percorso individuale. Ora mi sto dedicando a un docufilm… ti aggiornerò.

Grazie Enrico.

Valeria 

 

 

 

 

 

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