PSYCHOPOETRY/6 | La Stella (XVII)

XVII – La Stella

I.

Precorro la via
sospesa nel sole
tessendo nell’alba
stelline da sera.
Percorro la via
son luna in attesa
che tra madre e tomba
cammina serena.
Ridiamo! Tessiamo!
Le mani hanno brame
già sfodera Atropo*
le vene di lama
per tagliar di netto
il mio filo di lana.
Se Natale o Pietà
carpe diem my baby
scopiamoci il senno
a pentirsi c’è il poi
ché il vivere è vita
se morte ti prende
di mira e di petto
sul ciglio dei letti
disfatti a memento
nei secoli scritti
sul corpo del tempo.

II.

È inevitabile
è un difetto dalla nascita.
A ogni mia convinzione
aggiungo
un punto di domanda.
A ogni affermazione
accosto
l’ombra mora della mia
bianchezza.
Sul filo dondolo
figlia tra le figlie di Aracne**
appesa il giorno come la notte
ho cura
del segreto della tessitura.

* Atropo è la più anziana tra le tre Parche. Lei abita nelle case di riposo, dorme nella scatola dei bottoni delle nonne, sferruzza negli album delle fotografie di famiglia, grida nella memoria che perde se stessa quando il tempo si fa Alzheimer.

** da “Aracne”, 2015

 

 

Dalla mia silloge ‘arcana’ in preparazione.
Valeria Bianchi Mian

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