
La mia rubrica Penne e piume ospita recensioni di libri e articoli di vario genere. A volte accoglie strane forme di scrittura, ibridi dell’immaginario, arcani: questo dialogo un po’ saggio e un po’ sogno è opera dello psicologo analista Mario Gullì. Un azzardo archetipico, un teatro dell’assurdo e della realtà che va alle radici del sionismo, del senso di colpa e di rivalsa, al nucleo degli attuali conflitti, gettando nel campo semi di domande aperte.
Questo lavoro parte dalle immagini concrete, dalle figure utilizzate nella Sand Play Therapy, e da una riflessione sempre attiva di Mario Gullì sul tema dell’ebraismo.
Protagonisti della pièce: Carl Gustav Jung, svizzero, padre della psicologia analitica; Abramo, il patriarca biblico; altri analisti, tra i quali Andrew Samuels, con i loro contrasti – radici e pensiero. La pièce è stata rappresentata all’interno dell’iniziativa di teatro archetipico ormai più che decennale Jung incontra, organizzata da Wilma Scategni.
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JUNG INCONTRA ABRAMO
Entra Jung canticchiando e ballando.
Yes we were born, born born to be alive (Born to be alive) Yes we were born, born, born (Born to be alive) people ask me why I never find a place to stop and settle down down down but I never wanted all those things people need to justify their lives lives lives
e gli si presenta un uomo affaccendato con uno zaino o valigia.
Carl Gustav Jung: buongiorno Abramo che fai?
Abramo: mi accingo a partire…
CGJ: (cantando) Abramo non andare non lasciare la tua casa
A: mi è stato detto di uscire dalla mia terra e andare dove il Signore mi mostrerà
CGJ: (sempre cantando) quello che lasci tu lo conosci, il tuo Signore cosa ti dà?
A: (cantando) un popolo, la terra, parola di YHV, ahh non distrarmi
CGJ: ma il TUO YHV lo ha detto anche agli altri che la terra promessa è tua? Perché da come sono andati i fatti credo lo abbia dimenticato…
A: taci! Ti ricordo che io ho stipulato un patto con YHV! Sancito nella carne!
CGJ: si, ti sei tagliato un pezzo di…
A: (interrompendolo), porta rispetto per il Brit Milah, il patto della circoncisione
Andrew Samuels: lui non ne ha mai avuto per noi ebrei! Chiedi scusa a tutti gli ebrei Carl!
CGJ: Andrew Samuels (unendo le mani e guardando il cielo), la vuoi finire con questa storia? Non ero nazista, ed onestamente le mie riflessioni sulla psicologia ebraica erano corrette!
AS: ci hai offeso
CGJ: l’ebreo evidentemente si sente atrocemente insultato qualora qualcuno lo ritenga ebreo. Confesso la mia totale incapacità di comprendere quale delitto possa mai essere parlare di psicologia “ebraica
AS: lo ha ridetto, abominio su di lui, portate le pietre lapidiamolo!
CGJ: dovremmo davvero credere che una stirpe che da alcune migliaia di anni attraversa raminga la storia come “popolo eletto”, non si sentisse autorizzata a nutrire un simile pensiero da una particolare singolarità psichica? Ebbene, se non esistessero differenze, da quali elementi si potrebbe allora riconoscere un ebreo
A: ma noi siamo stati scelti, siamo superiori
CGJ: non credo ne dovrebbe esser dubbio che le conseguenze morali dello sviluppo cristiano rappresentino un notevolissimo progresso di fronte all’arcaica religione della Legge in Israele
AS: arcaico sarai tu
CGJ: l’ebraismo ha un Dio ambivalente dal punto di vista morale; il cristianesimo una Trinità e un Summum Bonum, (rivolto ad Abramo) hai dimenticato cosa dicesti a YHV nel midrāsh su Genesi, 18.23
A: quando ho intercesso per gli abitanti di Sodoma, sì, ricordo: “Se Tu desideri che il mondo duri, non puoi mantenerlo con la giustizia assoluta. Se Tu desideri la giustizia assoluta, il mondo non durerà. Puoi forse tirare la corda alle due estremità? Tu desideri il mondo e la giustizia assoluta. Prendine uno… e se Tu non rinunci un po’, il mondo non può sussistere.”…
AS: la finisci di mettere in difficoltà Abramo? Ne ha passate abbastanza come tutti gli ebrei!
CGJ: se ricordi bene io sono penetrato nell’anima di Abramo che doveva sacrificare il suo unico figlio per potente ingiunzione di Dio. In simili circostanze un padre, oltre alla compassione per il figlio, non sentirebbe di essere vittima egli stesso, non sentirebbe nel proprio petto il colpo del coltello sacrificatore? Sì, egli sarebbe contemporaneamente sacrificante e vittima. Dato dunque che il rapporto dell’Io con il Sé corrisponde a quello del figlio con il padre, si può dire che il Sé, mentre ci costringe ad auto sacrificarci, compie su sé stesso l’atto sacrificatore
A: ho provato a farmi ascoltare da YHV… esclamai: “Giuro che non scenderò l’altare prima che tu mi abbia ascoltato! Quando tu mi comandasti di sacrificare Isacco, mio figlio, violasti la parola: In Isacco sarà a te rivelato il seme… Ma io tacqui. Se ora accadrà che i miei discendenti pecchino contro di te e se tu li vorrai punire per questo, ricorda che neanche tu sei senza colpa, perdona loro.”…
CGJ: infatti un midrash dice che nel giorno dell’Espiazione si suona ancora il shofar per ricordare a YHV il suo atto di ingiustizia nei confronti di Abramo e per impedirgli di ripetere qualcosa di simile.
AS: e YHV rispose “Va bene, replicò il Signore, ecco dietro a te è un ariete, rimasto impigliato con le corna nella siepe: sacrificalo invece di tuo figlio Isacco. E se un giorno i tuoi discendenti peccheranno e se nel giorno del nuovo anno io terrò giudizio su di loro, allora essi dovranno soffiare nel corno di un ariete affinché io mi ricordi delle tue parole ed elargisca grazia invece di giustizia.”…
CVJ: forse dovrebbero fare la stessa cosa gli ebrei
Erich Neumann: credo che sia importante fare anche un discorso storico! Io appartenevo ad una generazione di mezzo, il «cammino era arduo», pieno di pericoli. Previdi che in Palestina avrebbero potuto manifestarsi tutti gli «istinti repressi», la «brama di potere», il desiderio di «vendetta», «l’insensatezza» e «la brutalità nascosta»…
AS: Erich Neumann… tu avresti dovuto criticare Jung, non accondiscendere
EN: lo sviluppo storico degli ebrei era «stato frenato». Da un lato perché gli ebrei erano «un collettivo unito dalla religione». Dall’altro perché erano «individui sottomessi “alla pressione dei popoli». L’emancipazione aveva permesso di «recuperare individualmente lo sviluppo occidentale con una rapidità innaturale e quasi violenta», avendo come conseguenza la liberazione dell’Ombra. «Forse verremo uccisi tutti», ma non c’era altro da fare. L’Ombra doveva «emergere» ed essere «elaborata»
CGJ: in realtà Eric mi ha invitato a liberarmi dei miei pregiudizi più radicati
EN: molti, soprattutto «fra i non ebrei», sottovalutavano «l’impatto che gli ultimi 150 anni» avevano avuto sull’ebraismo. I «popoli cristiani» non avevano mai degnato gli ebrei di attenzione cosciente». Sotto questo aspetto l’Occidente era «ancora pienamente inconsapevole», in quanto era un «Occidente cristiano». Proposi una riflessione sul simbolismo midrashico delle figure bibliche di Esaù e Giacobbe. Il primo simboleggia il mondo terreno; il secondo, che ha per nome Israele, rappresenta il mondo dello spirito. Ho cercato di essere il rappresentante di un mondo che alla psicologia analitica mancava e di cui aveva bisogno per uscire dalla sua ombra
CGJ: infatti ti ho ringraziato per la tua «correttezza» riconoscendo la mia ignoranza in materia, ammisi che l’esperimento sionista avrebbe potuto avere uno sbocco reale. E dopo mesi di silenzio aggiunsi che l’emancipazione dei «cristiani dall’autorità della Chiesa», aveva provocato «l’attivazione di determinati archetipi dell’inconscio cristiano che ancora oggi stiamo digerendo» e che hanno «condotto alle cosiddette manifestazioni “neopagane”». Analogamente a quanto accadeva per la «razza» germanica, l’ebreo emancipato era minacciato da «un’attivazione dell’inconscio collettivo». Uno di questi archetipi era «legato al suolo» da cui «deriva la necessità del sionismo»
AS: (rivolgendosi a Neumann) ma hai osato parlare di un presunto tratto «caratteristico della tendenza degli ebrei a evitare il duro cammino dell’individuazione, percorrendo invece quello del parassitismo»
EN: confermo che il «tradimento delle proprie radici» a favore di fondamenta più «“belle”, “ampie” e “moderne”» era solo una fuga dalle responsabilità. Il ritorno alla terra dei padri era per me un passaggio fondamentale del processo di individuazione ebraico. Ma non era di per sé sufficiente. Come del resto non lo era un ritorno «puramente psichico
Ernst Bernhard: anche nell’ebraismo il mito è cambiato: il vecchio ulivo, la vecchia concezione, sta germogliando in nuovi getti, che non sono la costituzione di uno stato sionista, lo stato di Israele, cui sono sempre stato decisamente contrario, perché si tratta di una affermazione esterna, di un valore materiale. Mentre il popolo ebraico è il prezioso affidatario di un valore spirituale universale, l’amore divino per l’uomo: questo il popolo ebraico ha da dire al mondo, è questa la sua vocazione così speciale – l’ebraismo non ha mai fatto guerre di religione e non è missionario. La sua vocazione non è occupare terre ed erigere roccaforti
CGJ: scusate chiamo un attimo Nethanyahu e te lo passo…
EB: l’ebreo discende dal beduino arabo, nomade, mosso a un perpetuo andare dal suo mito, la ricerca del paradiso, il beduino del deserto una volta inurbatosi cresce materialmente troppo e troppo bene, e viene per questo ricacciato nel deserto, espulso dal paradiso, per andarne di nuovo alla ricerca , nella continua questua da un paese all’altro di una nuova patria, senza capire che la nuova patria è piuttosto un nuovo stile di vita, un nuovo insegnamento, quello degli antichi chassidim, da trasmettere al mondo
AS: fai troppa filosofia!
EB: no, è esperienza vissuta! durante il mio periodo, della «malattia, della morte e della rinascita», ho riscoperto i Salmi, cercando di liberarli dalle scorie negative presenti quasi in ogni Salmo, uno su due, della vendetta, dell’aggressione contro il nemico, dell’invocazione a che Dio distrugga i nemici; volevo fare una scelta dei Salmi eliminando queste parti e lasciando le parti positive e di una bellezza insuperabile
AS: non puoi decidere cosa va preso per buono e cosa no! Ci dobbiamo difendere dai nemici
EB: il grave problema del nemico, dei Gentili, dei non ebrei, mi ha dato tanta noia, perché io sono del parere che questo si può risolvere solo con l’amore, come è capitato a me: Per cui ho capito i Salmi, nel senso che questo nemico, i Gentili che non hanno riconosciuto e trovato Dio, si deve leggerlo e realizzarlo endopsichicamente: in questo modo è tutto risolto, i Salmi sono perfetti
CGJ: spiegati meglio
EB: i Salmi esprimono proprio la lotta di una personalità inconscia in preda ai valori collettivi di fronte a colui che ha capito Dio, che è arrivato alla vera realtà divina che è, come detto nei Salmi, l’amore di Dio, la protezione divina. Io ho salvato questo concetto che per me è l’essenza ebraica, malgrado l’apparenza delle proibizioni, del peccato
A: visto che siete impegnati io me ne andrei
CGJ: No aspetta! Hai ragione, scusa
AS: ohh finalmente chiedi scusa!!
CJ: Andrewwww se non condividi le mie azioni perché sei nella IAAP?
AS: il nemico si combatte infiltrandosi
CJ: come sostenevo descrivendo come ragionano quei parassiti degli ebrei
A: ricominciate? Saraaaaaa sei pronta?
CGJ: ma è Sarayyyyyy o Sarahhhhhh?
A: Ma che dici?
CGJ: come sospettavo hai dimenticato il senso del tuo cambio di nome!
A: il nuovo nome Avraham significa padre di una moltitudine, il vecchio nome padre eccelso, e Sarah vuol dire madre delle nazioni
CGJ: ti sfugge il senso più importante! YHV tolse lo Yod di Saray, che nella kaballah vale 10 ed è maschile, e lo divise il due He che vale 5 ed è femminile! Quindi rappresenta l’integrazione dell’Anima! Per questo Sarah partorì e tu dopo avere scacciato Ismaele per la seconda volta ti sei dispiaciuto
- Entra Ismaele con la kefiah
Ismaele: free free Palestine free free Palestine!
Ab: Ismaele finiscila!
I: pure! Devo anche finirla? Intanto qualcuno mi spiega che vuol dire onagro? Mia madre Agar mi ha detto che sarei stato onagro tra gli uomini
A: un asino selvatico! la tua mano contro tutti e la mano di tutti contro di te
I: veramente ultimamente le uniche mani sporche di sangue sono quelle …
AS: ahhhh non lo puoi dire, gli ebrei sono e saranno sempre vittime
Is: se devo parlare di me sono stato cacciato nel deserto due volte senza motivo
CGJ: e la storia si è ripetuta
A: ricordo a tutti che per i cabalisti il mio attributo divino è Hesed, la benevolenza
CGJ: E meno male!
A: ascoltami Carl, non puoi confondere e considerare equivalenti ebraismo e stato di Israele
CGJ: su questo hai ragione, anche il nome ha una storia significativa
AS: cioè?
CGJ: Israele è come viene chiamato Esau, che rubò la primogenitura al fratello in cambio di un piatto di lenticchie
AS: va bene ma noi ebrei siamo sempre stati vittime come Abele
CGJ: Si, che rubò la moglie a Caino
AS: ma he diciii?
CGJ: credo che tu abbia studiato poco l’ebraismo e la cabala…
Eva concepì e partorì Caino, poi partorì ancora suo fratello Abele; ed inoltre nacquero ciascuno con delle sorelle gemelle, Caino con una (Aclima o Luluwa); Abele con due (una chiamata Lebuda)
Fu stabilito che ogni fratello sposasse la gemella dell’altro, ma Abele rifiutò di dare al fratello la seconda gemella
EN: è sempre un problema di rapporto col femminile.. Alla luce della Kabbalah sappiamo che Abele si scosta da Caino per ragioni di fondo primarie. La differenza fra i due fratelli è nei Principi maschile e femminile o, più precisamente, nella loro amalgama
Vi è troppo del principio maschile nell’uccisore e troppo di quello femminile nell’ucciso. Caino non poteva sapere che la creazione sussiste solo grazie alla giusta complementarità di questi due Principi ancestrali, del maschio e della femmina. Senza Abele, Caino non è più nulla. Dopo la morte del fratello continuerà, certo, a vivere, ma come privo dell’anima
CGJ: credo che questa lezione andrebbe recuperata da molte persone
EN: è sufficiente confrontare la grafia ebraica dei due nomi Qayin (Caino) ed Hevel (Abele) per renderci conto del profondo contrasto. Qayin sfodera la spada del suo Qof, rizza lo Yod del suo sesso, libera, finalmente, lo spermatozoo del suo Noun conclusivo. Hevel, al contrario, presenta le sue cavità prettamente femminili, prima di spiegare le ali del suo Lamed finale, la lettera più sublime di tutto il sacro alfabeto ebraico
CGJ: mi sembra un po’ freudiana sta lettura
EN: Qayin è un isch un maschio e si scrive con uno Yod centrale, la lettera maschile per eccellenza di isch, oltre che quella iniziale del Sacro Tetragramma YHWH Hevel si scrive con l’iniziale Hé, lettera femminile per eccellenza. Questo nome non ha né Yod nè Waw, possiede, viceversa, la lettera femminile Hé del Sacro Tetragramma
CGJ: ci ho messo un bel po’ ma anche io ho capito l’importanza della coniunctio nell’ebraismo: Ripresomi da un attacco cardiaco avuto nel 1944, tra la veglia e il sonno avevo fantasticato di trovarmi nel Pardes Rimmonim (il Paradiso) e di assistere alle nozze mistiche delle Sefirah, Tiferet e Malkhut mentre la mia «vecchia nutrice ebrea» mi accudiva e nutriva «con cibo kosher secondo il rito», come ricordato in Ricordi sogni e riflessioni
A: Forse hai ragione resto ancora un po’
Abramo non andare, non partire, non lasciare la tua casa (Cosa speri di trovar?)
La strada è sempre quella ma la gente è differente, ti è nemica (Dove speri di arrivar?) Born, born to be Abramo (born to be Abramo) born, born, born (born to be Abramo) quello che lasci tu lo conosci, quello che cerchi vale di più
Andate e predicate il mio vangelo (Parola di Jahveh)
Bibliografia:
Bernhard Ernst, Mitobiografia, Adelphi
Dreifuss Gustav, Riemer Judith, Abramo l’uomo e il suo simbolo, Giuntina
Jung e Neumann, Psicologia analitica in esilio, Il carteggio 1933-59. Moretti e Vitali
Meghnagi David, S. Freud C.G. Jung Sabina Spielrein e “la faccenda nazionale ebraica, Bollati Boringhieri

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