MATRILINEARE

PRIMA PRESENTAZIONE ASSOLUTA DELL’ANTOLOGIA POETICA

MATRILINEARE 

Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi

 

Nell’ambito della Fiera dell’Editoria

Più Libri Più Liberi 

il giorno 8 dicembre

dalle ore 14.30 alle ore 15.30

nella SALA ANTARES – Nuvola EUR

in Viale Asia 40

Con la partecipazione delle curatrici

Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli

Maria Teresa Carbone – prefatrice
Cristina Bove – immagine copertina

e delle poetesse

Annelisa Alleva, Antonella Anedda, Cristina Annino, Maria Adelaide Basile, Maria Borio, Maria Grazia Calandrone, Maria Clelia Cardona, Marcella Corsi, Annamaria Ferramosca, Sonia Gentili, Dacia Maraini, Helene Paraskeva, Gilda Policastro, Franca Rovigatti

L’editrice Diana Battaggia coordina l’incontro.

L’ingresso in sala sarà garantito fino ad esaurimento dei posti.

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L’antologia raccoglie i testi di:
Laura Accerboni
Nadia Agustoni
Franca Alaimo
Silvia Albertazzi
Cristina Ali Farah
Annelisa Alleva
Antonella Anedda
Cristina Annino
Paola Ballerini
Maria Adelaide Basile
Dina Basso
Maddalena Bergamin
Mariella Bettarini
Elisa Biagini
Valeria Bianchi Mian
Federica Bologna
Maria Borio
Maria Grazia Calandrone
Maria Clelia Cardona
Alessandra Carnaroli
Anna Maria Carpi
Patrizia Cavalli
Marcella Corsi
Roberta Dapunt
Anna Elisa De Gregorio
Vera Lúcia De Oliveira
Anna Maria Farabbi
Annamaria Ferramosca
Biancamaria Frabotta
Luciana Frezza
Sonia Gentili
Giovanna Gentilini
Marina Giovannelli
Liliana Grueff
Mariangela Gualtieri
Jolanda Insana
Vivian Lamarque
Adriana Langtry
Mia Lecomte
Rosaria Lo Russo
Rosella Mancini
Dacia Maraini
Daria Menicanti
Gentiana Minga
Silvia Molesini
Anna Maria Ortese
Helène Paraskeva
Erminia Passannanti
Gilda Policastro
Barbara Pumhösel
Giusi Quarenghi
Maria Pia Quintavalla
Alessandra Racca
Rossana Roberti
Fernanda Romagnoli
Candelaria Romero
Franca Rovigatti
Barbara Serdakowski
Francesca Serragnoli
Giovanna Sicari
Maria Luisa Spaziani
Bianca Tarozzi
Eva Taylor
Lucia Tosi
Mariagiorgia Ulbar
Maria Luisa Vezzali
Stefania Zampiga

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Dalla postfazione di Saveria Chemotti

«Questo libro nasce dal piacere condiviso di colmare una lacuna», scrivevano una decina di anni fa Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster e Anna Maria Robustelli, nella premessa al primo prodotto della loro collaborazione, l’antologia Corporea. Il corpo nella poesia contemporanea femminile di lingua inglese (Le Voci della Luna 2009). Alle origini del libro, spiegavano ancora, c’era «l’importanza di non perdere il valore di una riflessione collettiva di grandi proporzioni scaturita dalla riscoperta del corpo in ambito femminile e femminista». Riflessione tanto più opportuna, si potrebbe aggiungere oggi, se si considera che la ritrovata dimensione della fisicità, all’inizio oggetto di un dibattito appassionato ed effervescente, è poi stata piuttosto rapidamente etichettata come datata e marginale, connessa a una fase eroica ma superata del femminismo.
Da allora il piccolo gruppo di autrici e traduttrici, singolarmente coeso a dispetto della dislocazione in diverse città italiane (Bologna, Firenze, Roma), ha curato una seconda raccolta, La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese (La Vita Felice 2015), un tema che ritorna adesso con Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi, e che conferma la coerente linea di ricerca delle quattro studiose.
Anche qui, infatti, le curatrici potrebbero rivendicare il merito di avere colmato una lacuna, dato che la relazione “matrilineare” nella poesia italiana del secondo Novecento e di questi primi anni Duemila non è stata finora indagata in modo approfondito. E di certo la riscoperta del corpo è un filo che percorre moltissimi dei testi inclusi nell’antologia, a partire – quasi un programma – da quello che apre il volume, l’esergo affidato a Mariangela Gualtieri («ho toccato la sua natura calda e bagnata/ e ho rotto le acque di sotto nel grande/ schianto schizzavo su un tavolo di pietra»).
Ma rispetto ai libri precedenti un distacco c’è, e non è da poco: per la prima volta Magazzeni, Mormile, Porster e Robustelli abbandonano il territorio vasto e variegato dell’anglofonia e compongono una selezione che, a partire dal medesimo perimetro tematico de La tesa fune rossa dell’amore, attinge a testi nati in lingua italiana, secondo un criterio di grandissima inclusività. Ne deriva, per chi vorrà leggere il libro inserendolo nel percorso delle curatrici, una pluralità di possibili confronti, dalle “variazioni generazionali” che si possono intravedere dagli anni Sessanta a oggi, alle diverse posture fra autrici di lingua madre italiana e autrici che hanno scelto l’italiano come lingua letteraria, ai differenti archetipi che segnano in questo campo la poesia di lingua inglese (dove hanno ruolo centrale le fiabe popolari) e la poesia di lingua italiana (segnata dall’influsso della religione).
È una lettura ricca e nutriente, quella di Matrilineare, che senza dubbio nuove letture e scritture sarà capace di generare.

Maria Teresa Carbone 

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Per quel che ci riguarda, noi di Poesie Aeree possiamo dire che l’antologia “La tesa fune rossa dell’amore | madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese” ci ha accompagnati in diversi Reading poetici sulle tematiche del femminile, del femminismo e in progetti di poesia dedicati donne contemporanee – e ancora ci seguirà, insieme a questo nuovissimo lavoro, nel 2019. 

Valeria Bianchi Mian

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