QUANDO DIO VA IN VACANZA | Riccardo Cecchetti alla Libreria Trebisonda

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Accompagnerò Riccardo Cecchetti insieme a Ivan Fassio, per condurre il discorso tra le nubi, seguendo la ricerca degli improbabili erranti descritti e dipinti nel bel libro “La Sesta Vocale“.

Il mio pezzo ha un titolo.

Il titolo è:

ALLA RICERCA DI DIO | STORIE DA “SAGGI SUL PUER” (James Hillman)

Chi è Pothos – io lo so, lo so, è il mio preferito tra i volti di Eros. Himeros vuole andare al sodo, Anteros è la reciprocità, lo scambio. E l’altro, Pothos? Lui è quello che ci sospinge nel vagabondaggio o, “come dicevano i romantici, non siamo definiti da ciò che siamo o da quel che facciamo, ma dalla nostra Sehnsucht; dimmi per cosa ti struggi e ti dirò chi sei.”

E ancora: “Noi siamo quello verso cui tendiamo, l’immagine idealizzata che muove il nostro girovagare. Pothos, tra le componenti dell’eros quella di più ampio respiro, sospinge il marinaio errante alla ricerca di ciò che non può essere raggiunto, di ciò che deve essere impossibile.”

Pothos, di fatto, ha a che fare con lo spirito Puer, quello che vive “ferito” – mani, piedi, polmoni, come un angelo senz’ali – che tende all’ascensionismo, alla verticalità, che sta spesso e volentieri fuori dal tempo, incapace di entrarci, arriva prima o tardi. Ha desiderio di cadere e morire, autodistruttività. Ma anela. Guarda in alto, va oltre, va verso il desiderio. Quando non combatte e non rifiuta il Senex – tempo, ordine, limiti – “è spinto da una sorta di fallicismo a ricercare, domandare, inseguire, trasgredire”. Diventa un viaggiatore alla ricerca di Dio.

Ma se il Senex-Dio Padre è in vacanza?

Se Dio ha gettato la spugna?

Queste e altre domande senza risposta vagheranno nell’aria il 18 giugno alla Libreria Trebisonda.

LA SESTA VOCALE

  • graphic novel

“Può succedere, in un bar di un piccolo paese dell’entroterra marchigiano, intorno alle sette di sera, ora dell’aperitivo, che quattro incorruttibili cialtroni decidano di affittare un dirigibile per andare alla ricerca del Padre Eterno. Certamente può succedere, farfugliando transustanziazioni e cosce, quasi transumanze. La Sesta Vocale, fondamentalmente è questo: una narrazione quasi autobiografica della poesia che ristagna in provincia, di quel sottile privilegio che si ha nel frequentare, per necessità, qualsiasi categoria di essere umano, superando i compartimenti stagni dell’altrove. Più o meno è tutta qui la quaestio, un gruppo di sciamannati, quasi armata Brancaleone, scalcinati eroi che decidono di intraprendere un’improbabile avventura. Esiste la sesta vocale? Qualcuno ne è convinto, ma non vogliamo anticipare più di troppo.” (L’editore, El Doctor Sax)

 

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