GIOVANNI PELI | Una poesia per crescere

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Programmiamo l’esaurimento nervoso di questo argomento: il futuro senza la voce di nessuno. Le parole dette a voce sono proprio come i pori della pelle e finita la mia ne troviamo un’altra per fare il giro del mondo, il giro del mondo delle millecuti millepelli millepori mille leccate dei seni; il mondo è rivestito dalla pelle, la pelle dei cinici ha un sapore rancido, terminata la mia pelle c’è la tua pelle, la pelle del bambino insegue la pelle del vecchio, il bambino ha già imparato i segreti dei gesti del vecchio, il bambino gioca nei segreti della voce del vecchio, insegna ai padri come si leccano i seni, le millecuti delle donne scivolano sulla schiena arida del vecchio mondo, come una rugiada il sudore delle donne abbevera l’arida circostanza del terminare di ogni giorno, quando la pelle delle donne passa accanto alla finestra e al merlo, l’afflato programmato subisce una detonazione, e perdura la sensazione di vuoto, la paura del vuoto insiste a segnare in rosso la voce sul calendario, la preoccupazione di ogni vecchio per i gesti di ogni bambino sbianca in una improvvida purezza mentre cominciamo a conoscere la rarefazione della vitalità di ogni singolo bambino che chiama, fino a che anche la sua voce si perde sull’arido davanzale di roccia musicale, prospicente all’assedio della solitudine vascolare che può essere annullata solo da un’altra arida voce da marciapiede, una voce che non si può affermare né fermare dentro la gola, quella voce che è dubbio dolce e eterno, che è estremo addio e buongiorno, che pronuncia intercambiabili desideri: faremo cantare le piante i muri le cose mute

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Sei cresciuto dieci anni
nell’ultima mezz’ora
ricordo la terrazza
ancora da fare
fragore di sole contro i piatti
gatti che sfrecciano
l’albero da tirare giù
prima che crolli la neve
ricordo il nostro futuro
ti lancio un pallone
non voltarti
all’estate che scoppia
l’allegra goccia del possibile

Giovanni Peli da La vita immaginata, Lamantica Edizioni

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GIOVANNI PELI

Bio | Giovanni Peli

Giovanni Peli (1978) è un autore bresciano.
Prolifico e versatile, ha pubblicato dischi, raccolte poetiche, testi narrativi, teatrali e per bambini.

La vita immaginata (post. di Massimo Morasso, Lamantica Edizioni, 2021) -prosa, poesia-

Sulla soglia (con Stefano Tevini, Calibano Editore, 2020) -narrativa-

Il tessitore (con Emanuele Maniscalco, 2020) –disco, reading musicale-

Incontro al tuono vicino (intr. di Paola Silvia Dolci, Prospero Editore, 2019) –poesia-

Sette giorni (2019) –disco cantautorale-

Onore ai vivi (2018; ristampa con intr. di Giulio Maffii e post. di Nicola Vacca, 2019) –poesia, prosa-

Babilonia non dà frutti (Eretica Edizioni, 2017) –poesia-

Il candore (Oédipus, 2016) –narrativa-

Brèsa desquarciàda/Brescia disvelata (EdiKit Editore, 2016) –prosa, poesia, teatro, dialetto bresciano-

Albicocca e altre poesie (Sigismundus Editrice, 2016) –poesia-

Gli altri mai (Ritmo&Blu Ed. Mus., 2016) –disco cantautorale-

In ricordo di Pier Paolo Pasolini (intr. di Flavio Santi, Lamantica Edizioni, 2015) –poesia, teatro-

Scappa, Gioachino! (Il Villaggio Ribelle, 2014) –narrativa, bambini-

Spencer&Cornicia (Zenzero Edizioni, 2014) –poemetto, bambini-

Specie di spazi (Ritmo&Blu Ed. Mus., 2014) –disco cantautorale-

Tutto ciò che si poteva cantare (Kandinsky Records, 2012) –disco cantautorale-

Il passato che non resta (intr. di Anna Lamberti Bocconi, 2012) –poesia-

Giovanni Peli (Kandinsky Records, 2010) –disco cantautorale-

Il principe, il bibliotecario e la dittatura della fantasia (Edizioni di Latta, 2008) –poemetto-

Informazioni fiammanti (intr. di Aldo Nove, in Meccano, Arpanet, 2004) –poesia-

Cröda le fòje (Montedit, 1998) –poesia-

Incolore semplicemente (Montedit, 1995) –poesia-

Ha scritto libretti d’opera e testi per la musica di Antonio Giacometti, Mauro Montalbetti, Paolo Cattaneo, Lorenzo di Vora, Corrado Saija e molti altri.

Nel 2015 ha creato il progetto Pasolini 40, dedicato a Pier Paolo Pasolini per commemorarlo a quarant’anni dall’assassinio.

Dal 2011 al 2019 cura il progetto di divulgazione musicale e letteraria Parole da cantare, dedicato al mondo della canzone, con incontri e concerti tematici.

Nel 2010 ha partecipato all’iniziativa editoriale Calpestare l’oblio, 100 poeti contro il berlusconismo. Matteo Gilebbi della Duke University (North Carolina) si è occupato dell’antologia nel saggio contenuto in The Politics of poetics, (Cambridge Scholars Publishing, 2011) e ha analizzato in particolare il testo di Giovanni Peli L’Italia fascista nelle ossa.

Nell’ep elettronico-cantautorale Specie di spazi del 2014 è contenuta la canzone Accorgetevi frutto della collaborazione con il poeta Mario Benedetti.

Prima di essere un libro, Brèsa desquarciàda è stato uno spettacolo teatrale in dialetto bresciano che vanta numerose repliche tra il 2006 e il 2018.

Suoi testi appaiono in riviste, antologie (L’amore ai tempi della collera -Lietocolle, 2014-, Oltre il confine -Prospero, 2019- e altre) e blog (Poetarum Silva, Carteggi letterari, NiedernGasse, Zona di disagio e altri).

Sue canzoni o interpretazioni sono presenti in dischi antologici (Tutto quello che ho da dire, tributo a Claudio Rocchi, 2017; Vestito per amare, tributo italiano a Leonard Cohen, 2010; Produzione Complessi Bresciani, 2009 e altri) e pubblicate su webzine (MescalinaSentireascoltare e altre).

Tra il 2000 e il 2006 autoproduce vari album-demo cantautorali tra cui Bianco e nero (2006), Il falso eroe avanza pretese infondate (2005), Cuore di pietra (2004), Stanotte sono sveglio (live, 2003), Icaro (2002). Del 2013 invece è il progetto rock Piovono Pietre.

Nel 2015 ha fondato la casa editrice Lamantica con la traduttrice Federica Cremaschi.

Dal 2007 è bibliotecario per la Cooperativa Zeroventi.

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