BORDERLINE 2000 | Un’antologia bilingue a cura di Daniel Marin

BORDERLINE 2000 | Un’antologia bilingue a cura di Daniel Marin | Ratio et Revelatio | Bihor | Romania 2021

[articolo di Valeria Bianchi Mian]

Un consiglio di lettura qui su Poesie Aeree? Oggi vi propongo questa preziosa antologia bilingue. A partire dal titolo, è il tema del confine a non lasciarmi indifferente, ed è proprio sul concetto sottolineato dal curatore che vorrei soffermarmi. Borderline è traccia limite demarcazione del territorio psichico e fisico, è una zona che, se presente, rischia di essere eccessivamente ridondante. Al contrario, quando segna una mancanza porta all’assenza di definizione identitaria, a una semantica del non poter mettere insieme l’esperienza in coerenza. Il disturbo borderline di personalità, per quelli che svolgono il mio mestiere, definisce la tendenza all’instabilità delle relazioni e dell’immagine di sé. 

L’antologia curata da Marin mette in gioco un confine animico che non mostra dissociazione ma tentativo di conciliazione costante, attraverso il processo del tradurre al fine di mantenere la visione aperta sul margine, al di qua e al di là della parola.

Il bilinguismo è, tenendo conto dello sguardo che comprende il confine – che lo conosce e lo accoglie come risorsa – una di quelle forme di compresenza simbolica che rendono la mente umana fertile, nella continua messa in relazione dei termini, nel dialogo aperto: la capacità e/e versus o/o.

Se nel volume antologico è presente una cicatrice feconda tra le due lingue, l’indicazione cade sulla stessa idea del curatore di far parlare voci femminili, dieci, in un canto doppio del quale Marin è direttore d’orchestra italo-romeno. Daniel Marin traduce poetesse e porta le voci italiane dentro la Casa dell’Anima, trasmutando al contempo in italiano versi in romeno delle autrici che hanno vissuto in Romania.

La nostra epoca è borderline per definizione, scriveva l’analista junghiano Giulio Gasca – una memoria di tanti anni fa. È un tempo, il nostro, nel quale occorre tenere conto di tutti i frammenti scissi – parole, persone, popoli, mondi – perché si possa avere un quadro d’insieme che sia coerente, pur restando consci dell’impossibilità di perfezione. Anelare alla messa in gioco delle differenze, mantenere identità multiple nelle distanze e avvicinarsi piano gli uni agli altri è il segreto. E fare parlare gli Altri in noi, altre lingue, altre case, domande senza risposta.

Da qui il discorso sui confini si amplia, diventa comprensione di più livelli, coscienza. Confini interiori, i nostri paesaggi psichici, e dogane relazionali si intrecciano, offrono la consapevolezza dei limiti. Ma che non siano troppo rigidi, questi limiti. Che offrano la possibilità di uno sguardo poliedrico.

BorderLine 2000.

Dieci autrici per un’antologia della poesia di oggi

BorderLine 2000: Zece autoare pentru o antologie a poeziei de astăzi 

Antologie de Daniel D. Marin. Edizione bilingue Italo-romeno. Traduzioni: Daniel D. Marin, Barbara Pavetto, Giovanni Magliocco, Anita Natascia Bernacchia, Mauro Barindi. Prefazione Sarà Vergari.

«In BorderLine 2000», scrive il curatore, «l’uscita – problematica – è progressiva e inquieta, sia quando affronta lontananze fisiche, geografiche, sia quando “affronta” stati interni o preconcetti.»

«È un dialogo tra gli stati che uniscono» le voci delle poetesse, scrive ancora Marin.

Daniel Marin seleziona dieci poetesse contemporanee, quattro di origine rumena e sei autrici italiane che hanno esordito tra la fine del Novecento e il 2015. 

Le autrici: Antonella Anedda, Rodica Draghincescu, Ruxandra Cesereanu, Saviana Stanescu, Annalisa Alleva, Maria Grazia Calandrone, Isabella Leardini, Ofelia Prodan, Laura Liberale, Maria Borio.

Estratto:

Notti di pace occidentale 

Non esiste innocenza in questa lingua

ascolta come si spezzano i discorsi 

come anche qui sia guerra 

diversa guerra 

ma guerra – in un tempo assetato.

Per questo scrivo con riluttanza 

con pochi sterpi di frase 

stretti a una lingua usuale 

quella di cui dispongo per chiamare 

laggiù perfino il buio 

che scuote le campane.

C’è una finestra nella notte 

con due sagome scure addormentate

brune come gli uccelli

il cui corpo indietreggia contro il cielo.

Scrivo con pazienza

all’eternità non credo 

la lentezza mi viene dal silenzio

e da una libertà – invisibile – 

che il Continente non conosce 

l’isola di un pensiero che mi spinge 

a restringere il tempo 

a dargli spazio

inventando per quella lingua il suo deserto.

La parola si spacca come legno 

come un legno crepita di lato.

Nopţi de pace occidentală


Nu există inocenţă în această limbă ascultă cum se frîng vorbele
ca și cum ar   și aici război
un război diferit
dar război – într-un timp însetat.
De aceea scriu cu îndărătnicie
cu cîţiva mărăcini de fraze
legaţi de o limbă uzuală
aceea pe care o am la îndemînă să pot striga 

acolo jos chiar și întunericul
care scutură clopotele. 
E o fereastră în noapte
cu două siluete întunecate adormite brune ca păsările
al căror corp se retrage pe cer.


Scriu cu răbdare
nu cred în eternitate
încetineala îmi vine din tăcere
și dintr-o libertate – invizibilă –
pe care Continentul nu o cunoaște insula unui gînd care mă împinge 

să concentrez timpul
să-i dau spaţiu
inventînd în acea limbă golul său.


Cuvîntul se sparge ca lemnul
ca un lemn trosnește de-a curmezișul

(Antonella Anedda)

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