POESIE DEL SOGNO E DELLA VISIONE | Micro-antologia

Piccolo scrigno che raccoglie un testo per ognuno dei nove poeti che il 19/12/2022 hanno partecipato al Reading SOGNI + VISIONI, nell’ambito dei laboratori di teatro archetipico JUNG INCONTRA.

*

Saverio Bafaro

Inedito del 16 marzo 2016 (“racconto-sogno” di un paziente con amnesia funzionale restituitogli in forma di poesia)

A G. M.

Ho tenuto il segreto, anche salendo                        

le scale della stazione fino al treno

la mia voce non ha avuto vigore

per salutarti l’ultima volta

figlio mio protetto da questa maschera

di fragilità. Tornerò in una camera

isolata dal mondo dove fare

defluire piano il sangue

dal mio corpo di Cristo supino.

È un senso assoluto di pace

che mai vorrei potesse finire

è lontano il dolore e non ho paura

come dentro la casa fatata

iniziando d’estate il mio fumetto…

A un tratto esco da quel corpo

e vedo le lenzuola sporche di rosso

e una folla attorno a quell’uomo:

«Perché sono venuti a salvarlo?»

*

Valeria Bianchi Mian

Da “Vit(amor)te. Poesie per arcani maggiori” / revised.

Uccelli

Sono rinata alle prime luci dell’alba

e ho pensato per un attimo

di abitare dentro un sogno strano

scoprendo sul balcone

un gigantesco gabbiano metropolitano.

Sono figlia degli anni Settanta

ormai ho raggiunto una certa età.

Quando ero piccola non c’erano

né gabbiani né cornacchie in città

(io sono milanese di Milano).

Cambia il clima, scorrono paesaggi

nel mutevole animo globalizzato.

Horus il falco, l’ibis di passaggio

e pappagalli, cince, rondinelle.

Poi, per tutti, l’uccello del paradiso

con il volo finale, l’ala, la mano.

*

Gisella Blanco

Inedito, 4/2/2022.

*

Guardavo da fuori

come si guarda dalla platea 

il palco dei paesi in sequela 

scorrere nel rito del ritrovamento: 

c’era un dio diverso per ogni parola. 

Giunsi alla liturgia festosa di un messia  

acclamato dalla folla bianca, provai gioia e

pensai di poter sostare. Le mani tese

in adorazione reggevano dei tentacoli 

di metallo, spine spinte nel costato

del cristo in festa. Lo trafissero e la sua carne

da sacro macello venne elevata alla gloria del padre.

Fermò il suo moto all’altezza dell’unico verbo

sconosciuto alla madre. Tutto il popolo

applaudì alla consuetudine della morte.

Guardavo da fuori

come si guarda dal tuorlo del silenzio

                             ogni altra gestazione.

*

Elena Bonassi

*

Perle senz’ostrica

sul fondo del mare

i loro occhi

pieni delle immagini

sognate

e di tutto quello che resta

sulla retina

nell’ultimo istante.

Li vedo

tra i pesci ormai tropicali

tra i coralli nascenti

e le posidonie ipertrofiche.

Li vedo

che mi guardano

mi interrogano

mi supplicano

e ancora non si spengono.

*

Cinzia Caputo

*

Parto, sono (già)  sulla nave.  il sole è (già) alto. Niente è stato facile, Già.

Di nuovo cambi rotta. Ti ho sognato:

ti lavavi  i capelli.

Piove sulla città, sui miei capelli.

Un ruscello si apre sul lago dove  ti specchi.

Ti perdo nell’acqua. Ti ritrovo

tra alberi aggrappati alla montagna

dove danzi sulla paglia

( si ferma la tempesta sul silenzio,

 ponte tra un mondo e un altro).

*

Daniela Gariglio

Inedito, novembre 2022. Per me, nei percorsi personali, “Sogno e Poesia”, espressioni di un inconscio variegato non solo rimosso, sono la ricerca del “proprio originale analitico-postanalitico”, come tentativo di riportare alla luce qualcosa di quel “potenziale creativo resiliente appannaggio di tutti” ma spesso fagocitato dalle tracce conflittuali-traumatiche che, diabolicamente, tendono a riprodursi.

Avec le temps…

Placatisi

rimpianti

oggi,

inopportuni

acciacchi

obsoleti,

puoi

più liberamente

respirare,

assimilando

l’irrompere

casuale

di luminose

frange disincagliate,

come occasione

di benefica

compagnia.

E allora,

amico caro

guardati

dentro,

ancora un po’

e,

a tentoni,

scendi

fin a

inumidirti

di qualche

lagrima silente,

al buio

ancor

acquattata.

E fa che

anch’essa diventi

una calda

luminosa

nuova

fiaccola tua

di risalita

dal sogno

alla via reale.

Regarde en toi

mon ami

et à tâtons descends

au fond de toi-même

jusqu’à te mouiller

de quelque larme silencieuse

encore tapie dans l’obscurité.

Et fais qu’elle devienne

une flamme chaude et lumineuse

de remontée.

Un nuovo sorriso

Infine!

*

Silvia Maria Molesini

Sabato 19 novembre, invitata da Valeria Bianchi Mian a partecipare al reading poetico di Jung incontra (annuali laboratori di teatro archetipico), ho costruito una macchina testuale che parte da questo testo, tratto da “Un Es opaco”.

Ho visto tutte le albe, tutte

ma una luce così sottile

non mi ha mai abitata

non mi ha mai, l’alba dico,

trasformata nel suo ventre bianco

e nel suo vento bianco risanata

con  rosso canto controlunare

l’alba non mi ha mai partorita, mai.

Quando raccoglie per tanti i suoi semi

e li diventa/pianta/potente.

Quando tutte quest’albe vedute

niente, ho tenuto un diario:

alle date seguivano i segni delle cose scure

e a  loro l’incontro con l’altro lato

e mi sembrava diverso il chiaro.

Che mi era  possibile anche senza giorno

e desiderabile anche senza data

perché mai mi ha abitata l’alba

si  è  fatta un giro attorno

forse mi ha un poco

(solo per poco)

*

Alfredo Rienzi

In stato d’oscurità sogniamo

in stato d’oscurità maggiore

vegliamo.

Si va, in fila, imperfetta e stanca

s’innalzano Deneb ed Albireo,

squadrano il nero. La via che discende

offre il suo imperio al passo, il suo basalto.

Resisti, sii saggio, riprendi il sonno

stringile la mano.

*

Silvia Rosa

L’altra madre, in “Maternità marina”.

*

Avrebbe potuto essere 

animale respiro bianco 

latte di tenerezza sangue 

nel sangue identico, 

un cordoncino ombelicale 

di silenzi esattamente puntati 

al petto dal viola di un capezzolo 

al cuore tutto pieno di mani, 

fare parola passi centro 

di ogni sguardo del presente 

e del futuro stella polare 

Avrebbe potuto essere 

non la distanza siderale 

in luogo d’ogni azzurro, 

la purezza del bicchiere vuoto 

della carne intatta destinata 

ad avvizzire ‒ meraviglia 

in una teca senza corpo 

Avrebbe potuto scegliersi 

colomba un manto di peluria 

imponente fiera d’unghie 

che ruotano intorno al giallo 

degli occhi, schiudersi, sfuggire 

alla precisione di sé stessa 

(invece)

*

Saverio Bafaro: https://www.facebook.com/saverio.bafaro

Valeria Bianchi Mian: https://www.facebook.com/valeria.b.mian

Gisella Blanco: https://www.facebook.com/gisella.blanco

Elena Bonassi: https://www.facebook.com/elena.bonassi.9

Cinzia Caputo: https://www.facebook.com/cinzia.caputo.790

Daniela Gariglio: https://www.facebook.com/daniela.gariglio.98

Silvia Maria Molesini: https://www.facebook.com/silvia.molesini

Alfredo Rienzi: https://www.facebook.com/alfredo.rienzi.1

Silvia Rosa: https://www.facebook.com/silvia.rosa.gio

Luciano Borgna ph.

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