* Il custode di Niccolò Ammaniti – Einaudi, 2026.

A Triscina, in Sicilia, un paese di poco più di settecento anime, tutto parla di solitudine e abbandono, tra rovine antiche e vite sospese. È qui che cresce Nilo Vasciaveo, dentro una famiglia in cui l’ingiustizia non è un’eccezione ma una regola, quasi una forma di sopravvivenza.
La madre tira avanti tra problemi economici, una ditta di marmi che nasconde altro e un segreto antico che non può permettersi di lasciare emergere. Con loro c’è la zia Rosi. Vivono in un seminterrato senza luce: piante di plastica al posto di quelle vere, fotografie di templi greci alle pareti, un bagno sprangato da tre lucchetti.
Ogni gesto è regolato, ogni giornata segue rituali precisi. Più che vivere, resistono.
Ma cosa custodiscono davvero?
Ne Il custode, Niccolò Ammaniti costruisce una favola nera in cui l’adolescenza si deforma a contatto con un mondo adulto chiuso, disturbante, incapace di offrire alternative. Nilo osserva, impara, assorbe. E ciò che impara ha il peso di una condanna.
Il romanzo si muove sul confine tra formazione e incubo, dove il reale scivola continuamente nel simbolico.
La presenza rinchiusa diventa il cuore oscuro della storia: rappresenta ciò che le famiglie nascondono, tramandano e impongono senza lasciare scelta, tra ferite, violenze e silenzi.
La scrittura è essenziale, visiva, a tratti dura. Non cerca abbellimenti e proprio per questo colpisce. Ammaniti mantiene un equilibrio sottile tra ciò che mostra e ciò che suggerisce, lasciando che il disagio cresca lentamente, senza mai sciogliersi del tutto.
È una lettura breve ma densa, che non consola e non rassicura.
Rimane addosso, perché racconta quanto sia difficile diventare se stessi quando ciò che ti forma è anche ciò da cui dovresti fuggire.
(Luisa Ferrero)
- La trama
In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo. Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile. L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze. Essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri. Un sacrificio che Nilo, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà piú sopportare.
- L’autore
Niccolò Ammaniti * https://share.google/RB85zOBJNt1N8vjzR
È nato e vive a Roma. Ha esordito nel 1995 con il romanzo Branchie. È autore di romanzi e racconti tradotti in tutto il mondo: Fango (1996), Ti prendo e ti porto via (1999), Io non ho paura (2001, Premio Viareggio), Come Dio comanda (2006, Premio Strega), Che la festa cominci (2009), Io e te (2010), Il momento è delicato (2012), Anna (2015) e La vita intima (2023)
Dai suoi libri sono stati tratti cinque film: L’ultimo capodanno (di Marco Risi, 1998); Branchie (di Francesco Ranieri Martinotti, 1999); Io non ho paura e Come Dio comanda (entrambi diretti da Gabriele Salvatores, 2003 e 2008); Io e te (di Bernardo Bertolucci, 2012).
È autore e regista del docu-film The Good Life (2014). Nel 2018 va in onda Il miracolo, una serie tv originale SKY di cui è showrunner, co-sceneggiatore e co-regista; nel 2021 Anna, la serie tv prodotta da SKY e da lui scritta e diretta, tratta dall’omonimo romanzo.
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