A cura di Maurizio Micheletti

DIETRICH BONHOEFFER, POESIE
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Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) rappresenta una delle figure più luminose e complesse del Novecento, un uomo capace di saldare in un unico destino la profondità della riflessione teologica a un’azione politica ferma e decisa. Nato a Breslavia, egli si impose fin da giovane come una mente brillante della teologia luterana europea, ma la sua parabola umana fu profondamente segnata dalla scelta di opporsi alla barbarie hitleriana sin dal suo sorgere. Teologo e pastore protestante, fu uno dei protagonisti della resistenza tedesca contro il Nazismo: una missione, questa, che lo portò a rinunciare alla sicurezza datagli dall’esilio negli Stati Uniti, per tornare in patria nel 1939 deciso a «non sottrarsi alla responsabilità della colpa e della storia del suo popolo», come sottolinea Alberto Melloni nella prefazione a sua firma.
In questo contesto, Bonhoeffer si unì al cosiddetto “complotto dell’Abwehr”, l’organismo di spionaggio e controspionaggio militare del Terzo Reich dove nacquero, paradossalmente, progetti interni di dissidenza e sabotaggio. Agendo sotto la copertura di agente segreto, sfruttò i propri legami ecumenici per tessere le trame del rovesciamento del regime.
Prendendo in prestito il titolo del suo celebre libro Resistenza e Resa, si può affermare – semplificando – che per Bonhoeffer la “resistenza” sia l’impegno attivo dell’uomo in un “mondo diventato adulto”, teso a combattere ogni forma di ingiustizia, che in quegli anni aveva il volto della barbarie e dell’oppressione nazista. Al contempo, la “resa” è l’abbandono alla volontà di Dio attraverso l’accettazione del soffrire nel mondo: noto è il principio “etsi Deus non daretur” (vivere come se Dio non ci fosse, o più precisamente “non fosse dato”, celebre espressione coniata nel XVII secolo dal filosofo olandese Ugo Grozio), con cui il teologo esorta l’essere umano ad assumersi la piena e totale responsabilità delle proprie scelte etiche, senza fuggire in più o meno comodi rifugi religiosi.
Le dieci poesie raccolte in questo volume curato da Alberto Melloni costituiscono, insieme ad altri scritti, il testamento spirituale di quest’uomo. Bonhoeffer non si è mai definito poeta, ma volle provare ad esprimersi in questa forma durante il periodo di prigionia che lo condurrà alla morte. Le dieci liriche del volume, infatti, furono composte nel carcere di Tegel tra il giugno e il dicembre del 1944 e affidate a lettere indirizzate all’amico Eberhard Bethge e alla fidanzata Maria von Wedemeyer. Il periodo è drammatico: il fallimento dell’attentato a Hitler del 20 luglio 1944 spegne ogni speranza di liberazione imminente. In tale isolamento, Bonhoeffer vive una metamorfosi creativa; il curatore evidenzia come il pensiero di Bonhoeffer sia passato «dalla dimensione saggistica a quella epistolare e infine (…) a quella poetica». Attraverso quella che Melloni definisce una “scrittura notturna”, egli spoglia il linguaggio dalle architetture dogmatiche per approdare a un verso essenziale, capace di trasfigurare e dare voce al dolore, ma anche ad una fede e ad una speranza che affondano le proprie radici in un “oltre” che trascende la vita terrena.
Leggere oggi queste liriche significa confrontarsi con una voce “scomoda” ma di grande attualità. Bonhoeffer, infatti, soleva distinguere tra “Grazia a buon mercato” (frutto della religione comoda, fatta di precetti e pratiche che non mettono a rischio nulla) e “Grazia a caro prezzo” (frutto della radicalità che chiede di seguire Cristo fino in fondo). La sua “Resistenza” ha avuto come conseguenza il prezzo più alto, la vita, perduta a Flossenbürg a pochi giorni dalla liberazione del campo.
Queste vibranti poesie sono testimoni di una resistenza che è prima di tutto interiore, e ci insegnano che anche nel “silenzio di Dio” e nella durissima condizione della prigionia, è possibile coltivare la libertà e la ricerca della bellezza.
In versi che risuonano della solennità dei corali luterani, Bonhoeffer ci consegna la certezza che il valore di un individuo si misura dalla capacità di abitare con coraggio la sofferenza del mondo, trasformando il tempo del carcere in un atto di suprema fedeltà alla vita e al futuro.
La preziosa e accurata prefazione di Alberto Melloni aiuta molto il lettore a inquadrare, nel percorso di vita di Bonhoeffer, la nascita delle poesie: senz’altro un libro come questo può accompagnare la lettura di altri testi celebri di Dietrich Bonhoeffer, quali appunto il già citato “Resistenza e resa”. A noi lettori, oggi, restano la bellezza e la potenza dei versi e il grande valore della testimonianza di quest’uomo, che ha dato la propria vita per la libertà di tutti.
RIFERIMENTI EDITORIALI:
“Poesie”, di Dietrich Bonhoeffer, introduzione e traduzione a cura di Alberto Melloni, con testo tedesco a fronte, Casa editrice Marietti1820, I edizione anno 2023
E per finire un piccolo assaggio tratto dalla poesia “Voci notturne”:
[…] Timorosi della sofferenza e poveri di azioni
ti abbiamo tradito davanti agli uomini.
Abbiamo visto la menzogna alzare il capo
e non abbiamo reso onore alla verità.
Fratelli vedemmo in grave pericolo
e tememmo soltanto la nostra morte.
Veniamo davanti a te come uomini,
rei confessi dei peccati nostri.
Signore, dopo questi tempi di lotta
donaci i tempi della custodia.
Fa’ che dopo tanto errare
possiamo vedere l’inizio del giorno! […]
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