Salvatore Sblando | Ho amato altrove

By

Collana Le voci italiane di La vita felice, 2026

*

*

Storge στοργή è il focolare-cuore della famiglia, è protezione ricevuta che si fa capacità di dare amore a chi lo ha donato a noi. Quando la memoria dei genitori si disperde nel regno del Nulla, sta ai figli preservare le radici, se sono in grado di farlo, e questa cura, quando perpetuata nei versi, conduce alla rinascita dalla morte, alla ri-generazione, si fa Agape ἀγάπη e divulga i propri rami come devozione all’albero della vita.

L’amore per il padre che non è più presenza terrena si accoccola in sentimento persistente e cambia forma perché si possa amare in nuovi volti e nuove anime, per farsi Eros Ἔρως, quotidiano darsi alla relazione così come ci si dona agli elementi: terra, aria, acqua, fuoco. Ma anche pioggia, cielo, tulipani, strade, fiumi, aromi, silenzi, schiene, sguardi… Per il poeta, amore è prima e dopo, culla di felicità sincera, è il riconoscere l’alterità come casa nella quale il tempo sosta, o meglio: resta.

Ho incontrato Salvatore Sblando nel 2014 e da allora ho visto la sua creatività trasformare il territorio in una rete pulsante con AperiPoetica e poi con Periferia Letteraria, l’associazione culturale che opera allacciando connessioni di versi e amicizie, collaborazioni: *.

Ricordo il padre del poeta, partecipe agli eventi insieme alla moglie. Ho sempre pensato che un grande affetto legasse gli individui del gruppo-famiglia di Salvatore Sblando, e immagino che il seme della socializzazione così ampia e al contempo profonda, l’approccio Philia φιλία al bene reciproco, al “fare comunità”, il modus amandi che l’autore e organizzatore di incontri culturali porta avanti da oltre un decennio, derivi da quel cerchio caldo che lo ha portato in palmo di mano.

*

*

La poesia, come la musica del resto, prima si sente e ci impregna, poi se ne studiano e comprendono le ragioni,

scrive Marvi del Pozzo nella prefazione alla silloge di Salvatore Sblando

Ho amato altrove. 55 poesie per un tempo che resta.

Ma è dalla prima fase che ne arriva tutta la forza artistica e si trasferisce in noi. È un libro d’amore dove l’avverbio non è solo di luogo in senso letterale, ma comprende tempo, circostanze, occasioni, che forse rendevano quest’amore arduo, difficoltoso, doloroso per tutti. In quell’altrove c’è tutta la consapevolezza e tutta la totalità di intelligenza e di cuore,

scrive ancora la prefatrice. E poi:

Chi ama soffre, ma non si potrebbe non amare.

*

*

Il poeta presenterà Ho amato altrove il 3 giugno in via Saluzzo 88/bis a Torino c/o OTTO FINESTRE. Dialogano con l’autore Marvi del Pozzo e Ramona Paraiala. Scrivere a info@ottofinestre.com *

*

L’autore: https://www.lavitafelice.it/autore-salvatore-sblando-118047.html

Lascia un commento