IL NUMERO 23| L’alchimia di Ksenja Laginja

Alchimia ‘del verbo’ e del verso, l’opera di Ksenja Laginja. Mescolare le parole, cuocere alla temperatura necessaria per trasformare la sopravvivenza in rinnovamento è ricetta del vero e del sacro, è portarsi al compimento. Ventitré modi per sopravvivere è la nuova preziosa silloge della poeta genovese, edita da Kipple Officina Libraria.

L’autrice ci porta il numero sopra un piatto d’argento: pitagorica poetica del “difettivo, naturale, maggiore della somma dei suoi divisori propri”, e ancora corrispondente alle lettere dell’alfabeto classico ma anche alle coppie di elementi di un altro ‘alfabeto’ che nel rimescolarsi crea l’essere umano – i cromosomi.

Ci fa notare, Laginja, che il ventitré è composto dal due e dal tre, e allora io non posso che procedere a modo mio nel campo della tarologia. E allora io dico che qui i ventidue arcani hanno già ricominciato il viaggio a partire dal Mago. Ventidue Tarocchi più uno fanno il Bagatto (I) creatore, il poeta con i suoi strumenti per una mantica dell’anima. Alcuni tra voi diranno: “Si ricomincia dal Matto!” – dipende dai punti di vista, perché se la carta numero 0 è cesura, porta, passaggio, sta bene al termine dei giochi e dà l’avvio al prossimo turno (in Claudio Widmann, per esempio). Al contempo richiamano il Papa (V) che salta fuori dal mazzo sommando il due al tre. S’incontrano dunque il Puer (Mago) e il Senex (Papa), si relazionano nel numero che comincia una nuova storia. L’asse del principio maschile secondo James Hillman prevede un ‘et’ (Senex-et-Puer) per una vitalità dell’archetipo che non sia visione unilaterale ma coscienza complessa e completa, non troppo fanciullesca e nemmeno eccessivamente saturnina. A tenere insieme il Fanciullo creativo e il Saggio è la capacità poetica, la voce delle Muse, il nutrimento fornito dall’Anima.

Da Ventitré modi per sopravvivere, scelgo la prima poesia e l’ultima, immaginando che ci sia un passaggio non ancora scoperto tra l’una e l’altra, per le ‘particelle ripetibili’ a partire dalla fine. Per illustrare questo articolo chiamo un dipinto onirico della mia pittrice preferita, Leonora Carrington.

I.

Contiamo insieme tutte

le lettere, ventitré volte siamo

stati qui come il tuo amore

in congedo dalla vita,

ci toccherà per ultimo

nominare i successori

al principio del cosmo.

XXIII

Alla fine della conta

resteranno queste solitudini

biologiche, particelle

ripetibili che smuovono

il quando senza un dove;

il ruscello incede rapido

contiene la deviazione

naturale e necessaria,

questa apparenza

è il nostro fine.

RIPROPONGO SUL FINALE L’INTERVISTA SVELTA ALL’AUTRICE PUBBLICATA QUALCHE ANNO FA SULL’OMONIMA PAGINA FACEBOOK DA ME CURATA. QUANTO CI SIA DI NUOVO DA DIRE OGGI, VI INVITO A SCOPRIRLO CONTATTANDO KSENJA LAGINJA NEI SOCIAL E NEI SITI DEDICATI ALLA POESIA.

LINK: https://ksenjalaginja.wordpress.comKsenja Laginja: “Ventitré modi per sopravvivere” – BIBBIA D’ASFALTO (poesiaurbana.altervista.org)Ventitré modi per sopravvivere – Ksenja Laginja | Kipple Officina Libraria – TRA GLI ALTRI.

1. tre parole per descriverti (domanda uguale per tutti), aggettivi o no, motiva la scelta brevemente

Energetica: ho molta energia che diffondo in tutto quello che faccio, cosa che pratico anche nelle relazioni con gli altri.

Sognatrice: sono spesso alla ricerca di qualcosa, che sia un’idea, una suggestione o una parola.

Notturna: le migliori idee mi arrivano nella tranquillità della sera o della notte, quando c’è più silenzio e mi allontano dalla vita frenetica di tutti i giorni.

2. Ksenja ci parli del tuo rapporto con la luce e con le ombre? Quanto il tuo lavoro ha a che fare con l’esplorazione dell’inconscio e delle sue zone oscure? Osservando i tuoi lavori poetici e artistici emerge l’idea di un lume nato nel buio, piuttosto che di un’illuminazione che il buio voglia nascondere.

Cara Valeria, direi che tutto il mio lavoro ha a che fare con l’esplorazione, soprattutto dell’inconscio e della sua trasposizione, tradizionalmente su carta o con tecniche digitali. Da sempre prediligo un’indagine di tipo psicologico, dell’oscurità e di tutte le sue sfumature, cosa che applico giornalmente a ogni aspetto della vita. Il buio alla fine non nasconde nulla, ne cambia solo la percezione, questa per me è la differenza. Il lume è una speranza che si accende sulle difficoltà del vissuto personale, prezioso strumento d’indagine.

3. Ci regali una tua poesia?

Questa tua richiesta è un bellissimo privilegio che accolgo con piacere.

È strano come la pioggia
li faccia sparire tutti.

Un colpo per alzarli
un altro per farli cadere.

Qui abitiamo la terra
senza conoscerne il nome
esonerati dall’assenza
ma è lì che dovremmo scavare
piantare semi nella notte
per colmare i vuoti col buio.

4. Sogni nel cassetto e obiettivi per il prossimo futuro Foto e tutti i link del caso più libri!

Sono tanti da non poterli contare su due mani, in quanto sono mutevole e mi piace attraversare i generi e le sperimentazioni, quindi mi auguro che il futuro sia ricco di avventure e di belle persone da incontrare, con le quali instaurare un dialogo spirituale, non solo materiale o di scambio. Per tornare a essere più materica, ti direi che spero di portare a termine un progetto d’illustrazione per un mazzo di tarocchi.

Pagina Facebook in cui raccolgo testi, disegni ed eventi a cui partecipo: https://www.facebook.com/KsenjaLaginjaArt/

RINGRAZIO L’AUTRICE PER LA SUA COLLABORAZIONE. VI ASPETTO SU POESIE AEREE SUMMER – ARTICOLI, INTERVISTE, POETICA IN VACANZA.

Valeria Bianchi Mian

4 commenti

  1. L’ha ripubblicato su Ksenja Laginjae ha commentato:
    Alchimia ‘del verbo’ e del verso, l’opera di Ksenja Laginja. Mescolare le parole, cuocere alla temperatura necessaria per trasformare la sopravvivenza in rinnovamento è ricetta del vero e del sacro, è portarsi al compimento. Ventitré modi per sopravvivere è la nuova preziosa silloge della poeta genovese, edita da Kipple Officina Libraria.

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